Gli indicatori sulla fiducia di consumatori e imprese di giugno, diffusi oggi dall’Istat, delineano un quadro che, da un lato, conferma lo stato di endemica incertezza dell’economia derivante da fattori esogeni, dovuti principalmente al contesto geopolitico con le forti tensioni internazionali degli ultimi mesi. Dall’altro, evidenziano, invece, la sostanziale resilienza dell’economia nostrana: l’indice di fiducia delle imprese, dopo due mesi di arretramento consecutivi, mostra una risalita da 94,2 a 95,2, con una leva di ottimismo rispetto alla fiducia delle famiglie che invece torna a scendere, da 93,4 a 92,4, dopo il recupero di maggio.
Così Confesercenti in una nota.
I segnali di pace, con l’apertura del canale di Hormuz, prospettano per le imprese del commercio una possibile ripresa dei consumi: l’indice di fiducia commercio al dettaglio, come segnala Istat, mostra un aumento da 101,3 a 105,5, con una tenuta positiva del commercio tradizionale, in risalita da 108,1 a 109,3. Inoltre, l’arrivo deciso della stagione estiva, con le temperature in rapida salita, fa lievitare l’indice di fiducia delle imprese del comparto turistico: i servizi turistici, sottolinea l’Istituto di statistica, salgono da 101,4 a 110,3 punti.
In questo scenario, bisogna quindi sostenere i segnali di ottimismo che arrivano dall’economia: occorrono misure capaci di sostenere e rafforzare i consumi, soprattutto a favore delle piccole imprese del terziario, che continuano ad operare in uno scenario delicato e disomogeneo. In particolare, anche con la stagione turistica estiva nel vivo, è importante mantenere i provvedimenti finora adottati volti a contenere il caro carburanti, che fino ad oggi hanno favorito la tenuta complessiva del sistema economico.
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